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20

2014

Ora testa al derby …

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Un derby così povero non si vedeva da oltre 35 anni. Era il 1976-77 che Milan e Inter non si affrontavano oltre il sesto posto in classifica (nerazzurri settimi e rossoneri noni). E l’Inter si presenta con un nuovo tecnico, Roberto Mancini. «Un po’ siamo rimasti stupiti perché una cosa del genere, magari, te l’aspetti nei primi giorni, ma è successo tutto nel fine settimana. Sono scelte della società e noi giocatori ci dobbiamo attenere ai fatti», ha sentenziato Andrea Ranocchia che contro il Milan prenderà posto nel centro della difesa a quattro: «Sono solo numeri. Ci sono squadre che vincono a tre o a quattro. Negli ultimi anni abbiamo giocato a tre e mi sono trovato molto bene. Noi e il Milan prendiamo tanti gol? Quelli che abbiamo subito quest’anno me li ricordo tutti. Però, il passato è passato. Ora dobbiamo non prenderne più e farli».

IL PASSATO
E Walter Mazzarri fa parte di quel passato: «Quando si va male e si cambia allenatore, ci sono sempre tanti motivi. Nell’ultimo periodo con mister Mazzarri c’erano tanti infortunati, giocavano gli stessi». Con Roberto Mancini potrà essere diverso. «Sì perché ha dato subito una botta di entusiasmo. Mi voleva al Galatasaray? È vero, ma è meglio esserci incontrati qui».

IL FASCINO
Il primo “incontro” sarà in occasione del derby, una gara a dir poco speciale. «Ne ho giocati un po’ e quindi conosco anche il prepartita», rivela Ranocchia. Il giorno prima senti che è una gara diversa. È una battaglia e si vince correndo più degli altri e facendo un gol in più degli avversari. Non ti devono tremare le gambe. Il nostro cambio di panchina spero che li abbia demotivati».

LE DIFESE
Se le difese hanno tanti problemi, gli attacchi delle due milanesi hanno dimostrato di saperci fare: «Sono entrambi talentuosi. Loro hanno ritrovato El Shaarawy, un’arma in più per loro. Torres? Ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Quindi vuol dire che ha qualità. Palacio? Speriamo segni nel derby. Il terzo posto? Non mi sembrava lontano nemmeno prima. Con il nuovo mister è arrivata una ventata di novità e quindi tutto sembra molto più vicino, ma la strada è ancora lunga. Siamo a novembre e manca ancora tanto. Succederà di tutto. Noi abbiamo iniziato un nuovo percorso e dovremo fare la nostra strada. Possiamo superare le squadre davanti».

LA CONDIVISIONE
Non si è parlato soltanto di derby, ma Ranocchia ha trovato il tempo anche per analizzare le dichiarazioni di Antonio Conte: «La sua è stata una critica alla mentalità. Perché lui ha una mentalità basata sul lavoro, sulla fatica, sul farsi il cu… Io approvo la sua filosofia. Spero che la sua strigliata possa servire per il bene della Nazionale e del calcio italiano. All’estero si fa fatica. La qualità atletica delle squadre è alta. Conte ha vinto gli ultimi tre campionati e questo vorrà pur dire qualcosa. Il ct l’ho trovato determinato a ogni partita. Vuole vincerle tutte; poi ci sono magari cose che non gli vanno bene, è arrivato da poco e deve capire i problemi e trovare le soluzioni. Si dice che ci sono pochi giovani con talento? Magari prima ce ne erano di più che balzavano all’occhio. Adesso si deve ripartire dal lavoro. E anche su questo la penso come Conte. In generale, il settore giovanile dell’Inter sta lavorando benissimo. La Primavera sta andando fortissimo».

L’AZZURRO
Quando si parla di Nazionale è ineluttabile parlare di Mario Balotelli: «Tutti pensano sempre che Balo debba creare scompiglio o fare gol sotto all’incrocio. In azzurro siamo tutti uguali perché Conte vuole giocatori normali, con mentalità da lavoratore. È questo che i media devono capire. Se Balo si impegna, ha un grandissimo talento. Si parla solo di lui, ma si deve sudare il posto come tutti gli altri. Conte vuole 25 Darmian, 25 Marchisio o 25 De Rossi, che lavora tanto nonostante quello che ha vinto. Siamo tutti uguali, qui non ci sono dei Cristiano Ronaldo. Verratti? Si era stirato e non si è mai allenato. Non è vero che ha mollato».

di S. Riggio, leggi tutto l’articolo su: il messaggero